Mercoledì, 30 Dicembre 2015 6:00


Il prezioso cacao degli Aztechi

Una vera e propria "mandorla di denaro"

Il cioccolato è tra gli alimenti più amati e ricercati da anni e questa non è certamente una delle scoperte più sorprendenti, lo sappiamo.

Che fosse ritenuto prezioso dagli appassionati, infatti, non è una novità, non tutti però sanno che un po’ di anni fa, i semi di cacao
venivano adoperati anche come moneta .

Eh già, gli Aztechi, invece delle nostre tristi banconote, per acquistare qualsiasi cosa ritenessero utile, contavano i profumati chicchi di cacao che avevano da parte.

Da ciò il primo nome del cacao, «Amygdalae Pecuniariae», letteralmente « mandorla di denaro », poi sostituito da «Linneo in Theobroma cacao» o «cibo degli dei».

Per fare un esempio, un tacchino costava circa cento chicchi, mentre per una piccola zucca ne bastavano appena quattro.

Durante i commerci, i semi venivano usati come vera e propria moneta tramite cui venivano effettuati scambi di qualsiasi tipo: da vasellame di ceramica, a sale, miele per addolcire le bevande e ossidiana per le lame.

Ebbene sì, durante il XIV si pagava, si barattava, si corrispondeva grazie al cacao.

Un sogno
per i fan sfegatati della misteriosa pianta e del conseguente cioccolato , capace di regalare piacevoli sensazioni a chiunque si lasci tentare assaggiandone un pezzetto.

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