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Sabato, 25 Febbraio 2017 12:00


Ci facciamo due Chiacchiere?

La divertente storia della loro origine napoletana

Frappe, cenci, chiacchiere, bugie, frappole, galani, frittole, crostoli, qualunque sia il loro nome, sono di sicuro il dolce indiscusso del Carnevale.

Ma da dove provengono?
Secondo gli storici l'origine delle chiacchiere risale all'epoca romana. In quel periodo venivano fatti dei dolcetti a

base di uova e farina chiamati "frictilia", che venivano fritti nel grasso del maiale, e preparati dalle donne romane per festeggiare i Saturnali (festività che corrisponde al nostro Carnevale). Si era soliti farne grosse quantità perché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.

Questo dolce veniva servito alla folla che si recava in strada per festeggiare il carnevale, e poiché era semplice da preparare se ne potevano fare grande quantità in breve tempo e ad un costo basso. La tradizione dei "frictilia" è sopravvissuta fino ad oggi, apportando solo piccole modifiche alla ricetta di base a seconda delle varie tradizioni regionali, anche se è sempre più raro trovare in giro chiacchiere o cenci fritti nello strutto, anzi, sulla scia del salutismo e delle manie delle diete è più facile trovarle fritte nell'olio o cotte a forno. La leggenda napoletana

fa risalire invece il loro nome alla Regina Savoia che, mentre chiacchierava con i suoi ospiti nel Salotto di Corte, chiamò il cuoco, Raffaele Esposito, per farsi preparare un dolce che potesse allietare lei e i suoi invitati. Lo chef prese proprio spunto dal momento dando il nome di Chiacchiera al dolce creato. Ormai sono tante le ricette che si trovano in giro: possono essere ricoperte da miele, cacao, o anche annaffiate da alchermes (liquore italiano utilizzato soprattutto per la bagna dei dolci, dal colore rosso e considerato elisir di lunga vita) o servite accompagnate da cioccolato fondente (in origine sanguinaccio).
Pronti a farne una scorpacciata?

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